Canzone della Fanciulla è il momento in cui il mattino trova la sua voce. Dopo la quiete dell’alba, la prima luce, il risveglio della terra e le vibrazioni interne, qui la materia non descrive più ciò che accade: lo lascia emergere come un canto.
La melodia nasce dal basso. Le trecce nelle frange — lana di pecora sarda e cotone — scendono come ciocche intrecciate con un gesto antico e intimo, familiare come preparare una bambina al giorno che inizia. Tra una treccia e l’altra affiora il rosa botanico ottenuto dalla buccia di cipolla: una tonalità lieve, quasi innocua, che non illumina ma canta, come il vestito di una fanciulla che vibra con una forza sotterranea.
La parte superiore dell’opera rimane più raccolta e regolare, con trame che richiamano una ritualità nordica: un corpo che custodisce la voce prima che diventi suono. La treccia centrale — cotone, lana di pecora sarda e tessuti tinti con buccia di cipolla — è il punto in cui il respiro si concentra, il filo che tiene insieme la materia e la melodia.
Canzone della Fanciulla rappresenta il culmine poetico della sottoserie Canto di Terra al Mattino: il momento in cui la luce non è più solo un chiarore, ma una presenza che si muove, vibra e canta. Non rappresenta un canto: lo lascia affiorare.
Materia e tecnica
Cotone riciclato · Lana 100% · Lana di pecora sarda · Tessuti tinti a mano con estratto di buccia di cipolla · Supporto in legno naturale.
Tecniche: tessitura e intreccio manuale, stratificazione materica, macramè, frange intrecciate, variazioni di ritmo e densità. Retro cucito interamente a mano e rifinito con colla vegana autoprodotta, priva di solventi.
Presenza
Con i suoi 15 × 51 cm (supporto 17 × 1,5 cm), Canzone della Fanciulla è una voce sottile che emerge dalla materia: un chiarore che diventa canto, una presenza che si posa sulle fibre come una nota sospesa