La Montagna… scheda

La Montagna è fatta di cashmere è un’opera verticale in cotone, cashmere non filato proveniente da scarti di lavorazione, legno selvaggio del Cansiglio e tessuti botanici tinti a mano con rosmarino e celidonia maggiore.
La composizione nasce dalla materia stessa: fibre grezze, legni, tinture naturali che conservano un’eco di alture, stagioni, gesti antichi.
Da questa materia emerge una geografia tattile: un corpo che ricorda montagne avvolte nella foschia mattutina, morbide, stratificate, vissute.
Nella parte superiore, la trama avanza come un sentiero d’altura: linee che si aprono e si richiudono, punteggiate da piccoli nodi di cashmere fine che sembrano presenze sul cammino.
Sotto, due trecce in cashmere più ruvido seguono il loro ritmo, mentre i frammenti verticali di fibra evocano depositi di fieno raccolti lungo i pendii.
Più in giù, i legnetti inseriti nella tessitura ricordano fasce di legna preparate per l’inverno, segni di lavoro e cura del territorio.
La grande treccia centrale, realizzata con cashmere ruvidissimo con residui di erbe intrecciato al tessuto tinto con rosmarino, è il punto di massima densità della trama: una linea che trattiene la ruvidità della vita in montagna, la sua fatica antica.
La palette è tono su tono, con leggere variazioni nelle frange nate da tinture botaniche interamente manuali: il rosmarino raccolto nel giardino dell’artista genera una tonalità bruna che ricorda tessuti antichi; la celidonia maggiore aggiunge una vibrazione più luminosa, pur sempre selvatica.
Nelle frange, i legnetti selvaggi del Cansiglio – spezzati a mano, levigati e trattati con colla vegana prodotta dall’artista – custodiscono piccoli frammenti di cashmere come lana avvolta su antichi fusi.
Sono radici di storia: strumenti, memorie, gesti che sostengono la verticalità dell’opera.
Le piccolissime trecce nelle frange, dove il cashmere è intrecciato al cotone, rappresentano la parte più complessa del lavoro: un dialogo tra fibre diverse che richiede precisione, pazienza e una sensibilità materica rara.
È una colonna che racconta materia, territorio interiore, un sapere antico e un modo di vivere lento; un omaggio alla montagna e ai materiali che continuano a raccontare storie.

Poesia dell’opera
All’alba la montagna si lascia coprire.
La foschia scende lenta, pronta a cucire:
si posa sul prato in fili spessi,
il mondo si ovatta, perdendo riflessi.
Le rocce si fasciano in un velo di lana,
la morbidezza ora regna sovrana.
Le creste che ieri apparivano dure
diventano docili, quasi creature.
Le capre avanzano nel bianco che sale,
il coro dei campanelli spezza il silenzio irreale.
Lassù, dove il pendio sembrava isolato,
il monte ritorna d’un tratto abitato.
E anche le persone, come queste alture,
portano dentro ruvidezze e paure.
Ma basta un mattino che sfuma i colori
per scoprire che dentro hanno grandi cuori.
La montagna è fatta di cashmere,
di silenzi che custodiscono il sapere.
In quel velo che rende ogni cosa più lieve,
si capisce che nulla è duro davvero:
basta una parola gentile lungo il sentiero.

Materia e tecnica
Realizzata con cotone 100%, cashmere non filato, tessuto di cotone tinto a mano con rosmarino e celidonia maggiore (tintura organica). Il supporto è in legno selvaggio di faggio, pezzo unico ricavato da scarti di disboscamento, accompagnato da rametti di faggio selvaggio trattati a mano. La composizione è stabilizzata con colla vegana autoprodotta dall’artista.
Tecniche: la scultura è realizzata attraverso una combinazione di tecniche tessili tradizionali e processi sperimentali. La struttura nasce da macramè, tessitura a mano libera e interventi a uncinetto, senza l’uso di telai artigianali o industriali, permettendo alla fibra di seguire un ritmo organico e non predefinito. L’opera è costruita tramite assemblaggio manuale stratificato, con integrazione di materiali naturali – cashmere non filato, cotone e legno trattato a mano – selezionati per le loro diverse densità e comportamenti. La parte centrale è modellata attraverso una costruzione tridimensionale della fibra, ottenuta piegando, curvando e strutturando i materiali per creare un volume stabile. Gli elementi lignei sono spezzati, levigati e rifiniti con colla vegana autoprodotta per consolidare la superficie. Il retro è cucito interamente a mano e stabilizzato con colla vegana autoprodotta dall’artista. Ogni nodo è eseguito manualmente, rendendo la scultura irripetibile e priva di qualsiasi intervento meccanico.

Presenza
Con i suoi 59 × 125 × 4 cm, La Montagna è fatta di cashmere si presenta come una forma verticale che abita lo spazio con una calma intensa.
La struttura scende attraverso le frange, lasciando che la fibra continui il proprio movimento oltre il corpo dell’opera, come una linea che prosegue senza interrompersi.
La presenza è discreta, ma profonda: non cerca interpretazioni, invita a percepire la stratificazione delle fibre, le loro densità, le variazioni di morbidezza che costruiscono un paesaggio interno.
È un punto di sospensione, un luogo dove materia, gesto e tempo lento coincidono, restituendo una verticalità che accompagna lo spazio invece di dominarlo.
Una colonna che non rappresenta la montagna: ne trattiene l’eco.
Un corpo tessile che si lascia attraversare come un pendio, portando con sé la memoria dei materiali e la loro voce silenziosa.

Riproducibilità
Quest’opera è il risultato di un processo di studio e sperimentazione sulle materie. Non è possibile riprodurre un’opera identica. Pezzi ispirati a La Montagna è fatta di cashmere possono essere realizzati su richiesta, ma ogni arazzo‑scultura manterrà la propria unicità.

Disponibilità
Opera non disponibile