Mare d’Inverno nasce come una soglia verticale che traduce la laguna in una forma materica, essenziale, trattenuta. La tessitura alterna nodi serrati e aperture improvvise, costruendo una geografia che non rappresenta il mare: lo lascia emergere attraverso la fibra. Le tonalità profonde del cotone riciclato e della lana evocano correnti fredde, maree basse, mappe mute del vento, mentre la superficie sembra muoversi come un paesaggio che trattiene il proprio ritmo.
Le strisce di tessuto nelle frange, tinte con latte e miele, introducono una luce minima: un cambio di tono che attraversa la verticalità dell’opera come una traccia chiara nella stagione fredda.
Il legno selvaggio raccolto nella laguna diventa l’asse narrativo dell’opera, portando con sé la memoria dell’acqua e del tempo. Le conchiglie integrate nella tessitura emergono come reperti naturali: punti di ancoraggio che interrompono la continuità della fibra e introducono un ritmo irregolare, vivo, modellato dalla risacca.
La scultura mantiene una tensione verticale che guida lo sguardo dall’origine alla caduta, mentre la presenza fisica si impone come un frammento di paesaggio sospeso. Non chiede interpretazione: chiede ascolto. È un’opera che custodisce la memoria della laguna e la restituisce come forma, materia e movimento trattenuto.
Poesia dell’opera
Laguna trattiene il passo del vento. Inquieto. Burrascoso. Cielo cupo. La spiaggia è piena di rumori. Un legno che l’acqua ha lasciato. Lo prendo. È mio. Conchiglie come creature antiche. Memorie che seguono il passo. Mare d’inverno ora dentro me. Osservo. Lo calmo. Lo porto con me…
Materia e tecnica
Realizzata con cotone riciclato, lana naturale 100%, legno selvaggio raccolto nella Laguna di Venezia, conchiglie selvagge dal Mar Adriatico, cotone tinto con latte e miele.
Tecniche: macramè, intreccio manuale, tintura naturale, assemblaggio tridimensionale, frange a caduta libera.
Retro cucito interamente a mano, rifinito con colla vegana autoprodotta, priva di solventi.
Presenza
Con i suoi 42 × 91 × 5 cm, Mare d’Inverno si impone come una forma verticale che si percepisce prima ancora di essere letta nei dettagli. Il legno selvaggio amplifica la verticalità, mentre le conchiglie interrompono la continuità della fibra, introducendo un ritmo che appartiene alla vita della laguna. È una presenza che si innesta nello spazio con la stessa forza con cui la laguna modella le sue forme.