Il sole scivola le prime luci sopra la montagna. La terra, ancora buia e fredda, le accoglie… le assorbe. Dolci, fragili… E allora vibra, piano, con tonalità così leggere che sembrano la canzone di una fanciulla.
Ci sono momenti del giorno che non appartengono né alla notte né alla luce: attimi in cui la terra respira piano, il chiarore si affaccia senza fretta, e tutto sembra trattenere un segreto.
Canto di Terra al Mattino è una serie di sei mini arazzi fine art che indaga le prime condizioni della luce. Ogni opera è un frammento autonomo, un micro evento materico in cui il chiarore affiora come presenza percettiva. La serie compone una piccola liturgia luminosa — Silenzio dell’Alba, Prima Luce, Risveglio, Luci Fragili, Vibrazione Sottile, Canzone della Fanciulla — in cui la luce non viene rappresentata, ma registrata attraverso fibre naturali, tinture botaniche e variazioni di densità. Questi arazzi non descrivono l’alba: ne osservano l’esitazione, lasciando che la luce emerga un’opera alla volta.





