Le opere di questa sezione nascono dal mio romanzo Anastasia e il Mago di Venezia, dove ogni capitolo custodisce un simbolo, una soglia, un enigma. In questi arazzi la narrazione diventa materia: la tessitura nasce senza telaio, lasciando che le fibre seguano un ritmo organico, libero, vivo. Strati, nodi, diramazioni e densità diverse costruiscono superfici che non rappresentano un’immagine: la evocano. Labirinto di Marsuk traduce in linguaggio tessile la prova iniziatica di Lorenzo nella Sala Rotonda: un intreccio di animali fantastici, percorsi tortuosi, tensioni tra ordine e caos, creature simboliche e memorie stratificate. È un territorio in movimento, un labirinto che non si risolve ma si attraversa. Sogni di Anastasia nasce invece dalla soglia fragile in cui la protagonista percepisce il cristallo liquido come un essere vivo. L’arazzo‑scultura dà corpo a quella rivelazione: forme che pulsano, corde che scendono come visioni, pietre di ametista come talismani silenziosi, un portale che vibra tra ciò che appare e ciò che è. Queste opere sono ponti tra mondi — la scrittura e la fibra, l’immaginazione e la materia — e continuano a espandere il dialogo tra il romanzo e la mia pratica tessile. Per chi desidera esplorare il mondo narrativo da cui tutto nasce, il libro è disponibile qui.

