Petali Grigi scheda

Petali Grigi è un ricordo antico, nascosto, quasi recuperato dalla cenere: un frammento in cui la forma riemerge dalla nebbia della memoria.
Il motivo centrale, costruito con corde di cotone, si dispiega in una geometria che ricorda un campo di fiori astratti: non fiori botanici, ma fiori nati dai nodi, dalla pazienza, dalla fatica delle mani.
Il grigio del cotone non pesa: avvolge, come una nebbia che si posa sulla materia. È un colore che non illumina e non oscura, ma custodisce. Una tonalità quieta, sospesa, che trasforma il motivo in un piccolo organismo tessile, un campo di fiori silenziosi che vivono nella trama.
Le frange inferiori, lasciate libere e morbide, sono il terreno di questo campo immaginario: fili che scendono come radici leggere, come erbe mosse da un vento antico. Sono la parte più terrena dell’opera, il luogo in cui la fioritura si dissolve nella materia e ritorna gesto.
La parte superiore dell’opera, il legno naturale, irregolare e selvaggio, introduce una dimensione arcaica, come se questo frammento appartenesse a un archivio di gesti antichi. È la soglia da cui il ricordo prende forma.
In Petali Grigi, la materia diventa voce sommessa: fiori che non chiedono di essere visti, ma riconosciuti.
Un piccolo reperto poetico della serie Trame Antiche, dove la memoria del filo si manifesta in una fioritura che non appartiene alla natura, ma alla mano, alla fatica e alla memoria.

Poesia dell’opera
Libro antico. La mia mano sfiora un disegno: trama, petali, ombre. Mani rugose, affaticate. Le mie si muovono con loro. La mente annebbiata. Non sono io: è il ricordo che tesse. Fiori grigi. Un campo quieto. Una memoria profonda.

Materia e tecnica
Realizzato con cotone, lana, e supporto in legno selvaggio.
Tecniche: macramè, intreccio manuale, modellazione tridimensionale della fibra, stratificazione materica e frange a caduta libera. Il retro è cucito interamente a mano e rifinito con colla vegana autoprodotta, priva di solventi.

Presenza
Con i suoi 15 × 32 cm, Petali Grigi si offre come una presenza minuta ma intensa: un frammento verticale che si percepisce più con il corpo che con lo sguardo.
La compattezza del nodo centrale, la morbidezza delle frange e la tonalità grigia costruiscono una forma silenziosa che abita lo spazio senza reclamarlo, come un piccolo segnale antico che si lascia trovare.
Il supporto in legno naturale (19 × 3 cm) amplifica questa verticalità raccolta, radicando l’opera nella sua dimensione arcaica.
Non chiede interpretazione: chiede ascolto, come un ricordo che continua a vibrare nella materia.